VCRS 2018

Grande successo per il primo Vinitaly China Roadshow

15-6-2018

46 aziende, tra cantine italiane e distributori,
oltre 300 etichette in degustazione, 1500 buyers cinesi

Con la tappa conclusiva svoltasi ieri a Wuhan, cala il sipario sulla prima edizione di Vinitaly China Roadshow, walk-around tasting itinerante in Cina targato Vinitaly, con cui Veronafiere consolida la propria presenza in Asia, dopo Pechino, Shanghai, Hong Kong, Chengdu e gli appuntamenti della Vinitaly International Academy.
L’obiettivo del Vinitaly China Roadshow è stato quello di promuovere e far apprezzare qualità e varietà della produzione vitivinicola made in Italy a importatori, agenti e canale horeca.
L’iniziativa – tre giornate dedicate ad incontri b2b e degustazioni – ha avuto grande successo, come testimoniano non soltanto i numeri – 1.500 operatori di settore cinesi partecipanti, 46 aziende, tra cantine italiane e distributori, oltre 300 etichette in degustazione –, ma anche i feedback positivi degli espositori e dei buyers, soddisfatti per l’alta qualità delle controparti incontrate.
Nella realizzazione del roadshow, a fianco di Vinitaly, c’è stata ICE-Italian Trade Agency che ha completato le attività in calendario con i corsi di formazione “I love italian wines”, per promuovere la conoscenza degli oltre 500 vitigni italiani. L’evento ha visto anche la collaborazione di Shenzen Pacco Cultural Communication, che già organizza a Chengdu l’importante fiera IWSS-International Wine and Spirits Show.
Le città scelte per le tre tappe – Shenzhen (11 giugno), Changsha (13 giugno) e Wuhan (14 giugno) – sono tre metropoli nel sud-est del paese, con oltre 40 milioni di abitanti. Nelle città si concentra il futuro della domanda di vino del Gigante asiatico, grazie al peso sempre maggiore di una upper class con elevata capacità di spesa (sarà il 25% della popolazione nel 2022) e un tasso di urbanizzazione che nei prossimi cinque anni salirà di 5 punti, fino al 63 per cento.
Secondo i dati dell’osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel 2017 i consumi di vino in Cina sono cresciuti del 3% sul 2016 e le importazioni hanno toccato 2,5 miliardi di euro, raddoppiate in valore negli ultimi dieci anni. La quota di mercato dell’Italia in questo avvio di 2018 è pari al 7% e i margini di crescita per le esportazioni nazionali restano quindi ancora molto elevati.
Le tre città individuate – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafierecostituiscono hub strategici per diffondere cultura, storia e lifestyle legati al vino italiano, in ottica di uno sviluppo dei consumi. Il nostro export vinicolo in Cina negli ultimi dieci anni è cresciuto del 50%, ma siamo ancora lontani dai risultati dei competitor. L’osservatorio Vinitaly-Nomisma stima fino al 2022 un aumento complessivo delle importazioni cinesi di vini pari al 6% annuo e del 7,5% per quanto riguarda le etichette italiane. È questo il bacino di potenziali consumatori a cui dobbiamo puntare, anche grazie al supporto di ICE-Italian Trade Agency, con cui continuiamo a lavorare con profitto nell’ambito del Piano di promozione straordinario del made in Italy”.

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